Ieri sono stato (con Eka e Neko) al funerale del padre di uno dei miei amici più cari.


La nostra, se volete, è un’amicizia piuttosto atipica, visto che io ho 21 anni, mentre lui ne ha una sessantina (quanti, di preciso, non lo so).
E’ una persona ben strana, e appunto per questo straordinaria, nel senso più letterale del termine.
L’ho conosciuto ormai un anno e mezzo fa, è uno dei “vecchi” della Pubblica, ed è in turno tutte le mattine. Uno stakanovista. Molto in gamba, ottimo insegnante. Gli addestramenti con lui (e ne ho fatti tanti!) sono stati tra i più proficui.
E poi ha una dote: sa cucinare parecchio bene. E mi ha insegnato l’arte. Sapete, non è facile cucinare per dieci-quindici persone alla volta, e tra l’altro sempre con la paura che ti chiamino per un’emergenza quando hai già la pentola sul fuoco… Eppure le sue alchimie con i sughi pronti e ingredienti “buttati su” sul momento, sono una scoperta continua di nuovi gusti e nuovi sapori.
Mauro è strano per tanti motivi. Ha lavorato all’Enel per un sacco di tempo, come tecnico. Non credo che abbia un’istruzione molto avanzata (probabilmente avrà fatto le medie, o al massimo qualche istituto professionale), però ti accorgi che, quando parla, raramente dice fesserie. E quando non sei d’accordo, non si inalbera: sta ad ascoltarti, ed è sempre disponibile al confronto.
Forse è un po’ permaloso, e un po’ pignolo; e questo è il suo difetto più evidente. Una volta che gliel’ho detto, scherzando, è arrossito, e ha cominciato a dire che non era vero, ma un po’ c’è rimasto male. E così non ne ho più accennato.
Mauro ha senz’altro molte cose da insegnare, data la sua lunga esperienza, in tanti campi: dal soccorso, nostro lavoro in Pubblica, alla cucina, alla politica… E forse il suo atteggiamento a qualcuno non piace: a volte sembra che sia un po’ presuntuoso, sul tipo “so tutto io…”. Ma poi, quando lo conosci bene, ti accorgi che in realtà è sempre disponibile ad ascoltare le tue ragioni e i tuoi consigli. Magari in modo un po’ burbero. Però puoi star sicuro che non si scorda di ciò che di buono apprende dagli altri.
Certo, devi saperlo prendere. Se ci vai a muso duro, proprio perché è un po’ permaloso, difficilmente sarai in grado di apprezzarlo e di farti apprezzare. Ma se ti mostri interessato e aperto, allora stai sicuro che andrete d’amore e d’accordo.
In queste ultime due settimane non è mai venuto, in turno: doveva accudire suo padre, che si era improvvisamente aggravato. Poi domenica sera mi ha chiamato, per darmi la brutta notizia della morte di suo padre. Non so se l’abbia presa come una liberazione da una lunga malattia che l’aveva fatto soffrire tanto, o come la perdita di una persona a cui era affezionatissimo: il suo carattere abbastanza riservato mi ha impedito di capirlo. Però ho capito che era rimasto molto commosso dal fatto che ci fossimo anche noi, al funerale, in mezzo a tanti anziani, che ci guardavano con aria abbastanza interrogativa. E quando siamo andati a salutarlo, e a portargli le nostre condoglianze, ho letto la sorpresa (sicuramente positiva) nei suoi occhi stanchi. E quando gli ho stretto la mano, me l’ha tenuta a lungo, per farmi capire quanto gli facesse piacere che fossimo lì con lui in quel momento…
Mi dispiace, Mauro, davvero. Spero che il tuo dolore possa passare alla svelta, e che ti resti il ricordo di tuo padre, com’era e come me lo descrivevi quando stava bene. E spero che presto potremo ricominciare a parlare di politica e di restauro di mobili, in Pubblica, e prenderci ancora una volta i rimproveri di Pietro (il medico) che dice che il sugo non è abbastanza piccante…

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