Alla fine qualcosa ieri è successo. Dopo una mattinata di dolce far niente, stavamo per metterci a tavola; Mauro (il nostro mitico uomo-cucina, nonchè mio addestratore di fiducia e uomo di grande esperienza) era appena sceso per chiamare l’adunata, con il suo bel grembiulino bianco; io mi stavo dirigendo in bagno per lavarmi le mani. Apro il rubinetto… “DRIIIIN”. Suona il telefono delle emergenze.
Codice giallo neurologico alla casa di riposo di Collecchio. Vecchietto con sospetta ischemia cerebrale. Il poveretto dava segno di aver apprezzato molto il film “L’Esorcista”, e ha cercato a più riprese di imitare la scena in cui la bambina-diavolo si mette a vomitare come un’idrante. Beh, è stata un’imitazione abbastanza fedele. Se volete vi dico anche che aveva appena finito di mangiare le stelline in brodo.
Tornati in sede, chiaramente ci siamo messi a tavola: ad aspettarci c’era un bel piatto di POLENTA…


Anche oggi qualcosa è successo. E purtroppo c’è da scherzarci su molto meno. E’ successo quello che avevo previsto ieri, esattamente nel punto che avevo descritto nel mio post (proprio nel punto in cui sono morti, in un’incidente, due miei amici, quattro anni fa), e ammetto che dopo averlo visto, sono piuttosto pentito di aver scritto quello che ho scritto, ieri. Quando vedi tragedie del genere, tutto il cinismo cade. Stamattina, verso le 11, sono andato con mio padre verso Collecchio, per andare a trovare mia nonna. Sulla strada di Sala, nella curva che ho descritto a proposito del camioncino del Parma Vending, un’autocisterna è finita contro un’auto (mi pare che fosse una uno, o una tipo, comunque grigia). Sul posto c’erano la nostra automedica (Collecchio 30), il doblò della nostra guardia medica (Collecchio 7), l’automedica di Parma (Parma 30) e due nostre ambulanze (la Collecchio 1, ambulanza d’emergenza, più un’altra – mi pare la 6, con equipaggio ordinario dirottato sull’urgenza), oltre a due camion dei pompieri e a vari mezzi della municipale. La scena era apocalittica: la macchina era quasi completamente distrutta, incastrata sotto alla cabina del camion. I miei colleghi dell’Assistenza Volontaria stavano cercando, con la collaborazione dei pompieri, di estrarre qualcuno dalle lamiere. Mezz’ora abbondante dopo, abbiamo sentito passare la prima ambulanza, a sirene spiegate, con l’automedica, che andavano verso il pronto soccorso di Parma; e solo dopo altri venti minuti è passata la seconda ambulanza, anch’essa a sirene spiegate. Purtroppo so fin troppo bene che si procede a quel modo solo quando il paziente è in condizioni molto gravi, e quando non è cosciente.
Chiunque fosse là dentro avrà bisogno di molta fortuna. E spero che ne abbia.

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