Oggi mi sento ancora di citare una canzone di De André. Questa volta si tratta di “Verranno a chiederti del nostro amore”. La sento molto mia, sempre e comunque.


Quando in anticipo sul tuo stupore


verranno a crederti del nostro amore


a quella gente consumata nel farsi dar retta


un amore così lungo


tu non darglielo in fretta


non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole


le tue labbra così frenate nelle fantasie dell’amore


dopo l’amore così sicure a rifugiarsi nei “sempre”


nell’ipocrisia dei “mai”


non sono riuscito a cambiarti


non mi hai cambiato lo sai.



E dietro ai microfoni porteranno uno specchio


per farti più bella e pesarmi già vecchio


tu regalagli un trucco che con me non portavi


e loro si stupiranno


che tu non mi bastavi,


digli pure che il potere io l’ho scagliato dalle mani


dove l’amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni


per ritornare dopo l’amore


alle carenze dell’amore


era facile ormai


non sei riuscita a cambiarmi


non ti ho cambiata lo sai.



Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre


come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre


i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro


i tuoi occhi assunti da tre anni


i tuoi occhi per loro,


ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo


o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo


e troppo stanchi per non vergognarsi


di confessarlo nei miei


proprio identici ai tuoi


sono riusciti a cambiarci


ci son riusciti lo sai.



Ma senza che gli altri non ne sappiano niente


dirmi senza un programma dimmi come ci si sente


continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito


farai l’amore per amore


o per avercelo garantito,


andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori


o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori


o resterai più semplicemente


dove un attimo vale un altro


senza chiederti come mai,


continuerai a farti scegliere


o finalmente sceglierai.

Annunci