Anche stasera, come tante altre sere, sento fuori dalla finestra il suono del cuculo.
Chiù… Chiù…. Chiù…
Gli antichi credevano che fosse un segno funesto. Anche Pascoli ne parla, in una sua poesia (mi ripropongo di andare a cercare quale fosse: se qualcuno se la ricordasse…).
Per me è solo una delle tante affascinanti voci con cui parla la notte, come il rumore del vento tra il bambù, o le gocce di pioggia sulle foglie della rosa, e il suono di qualche macchina che passa, lontana, sulla strada.

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