Anche un pomeriggio passato all’università a giocare a carte ha il potere di renderti estremamente cinico.
Anche in questo momento sono rimasto solo. La Six e il Bilo sono dietro di me, ad un altro computer del laboratorio, a smorosare e a scuriosare su blog altrui [non mi hanno detto cosa pensano del mio, però!], mentre io sono qui che scanchero con una chiavetta USB per cercare di portarmi a casa le slide di un prof il cui padre viene in pubblica con noi (non faccio nomi che sennò poi pensate che mi voglia far raccomandare).
Comunque, tornando all’università, ho paura che quando sarò vecchio non saprò veramente più cosa fare, ormai le carte le vomiterò dalle orecchie. Tra l’altro sono anche arrivato secondo su tre, nel mega-burraco in tre che ha occupato le scorse tre – quattro ore… Mi sa che l’esame di questo venerdì andrà un po’ sotto l’uscio.
Non chiedetemi perché mi definisca “cinico”, sinceramente non lo so. E forse non me ne frega nemmeno molto. Ed ecco che almeno una punta di cinismo l’ho trovata, alla fin fine…
Vado a farmi un the freddo, credo che mi ci voglia…

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