Dopo due giorni di silenzio obbligato (motivi di studio, direi), torno a postare.
Oggi non è stata una gran giornata, anzi… Di tutte le cose che dovevo fare, sono riuscito a farne sì e no un 10%, e non per colpa mia.
Tuttavia, raccogliendo i consigli di chi ha commentato il post precedente, eviterò di lamentarmi (inutile che mi diciate che invece l’ho già fatto, lo so!).
Pochi minuti fa, mentre tornavo da casa di TheZar, che ha avuto la bontà di ospitarmi per questo sabato sera, ho deciso di accendere il portatile e di usarlo come autoradio (la mammina, quando ha comprato la macchina, ha pensato che il suddetto apparecchio sarebbe stato solo uno spreco di soldi…). Il mio fedele Winamp mi ha propinato dapprima una serie di canzoni semi-sconosciute, e poi ha attaccato con un brano che, in questi giorni, mi fa riflettere molto: “La ballata dell’eroe”, del mio mito di sempre, De André. Riporto qui il testo:


Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra


Gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vender cara la pelle


E quando gli dissero di andare avanti
troppo lontano si spinsero a cercare la verità


Ora che è morto la patria si gloria
d’un altro eroe alla memoria


Era partito per fare la guerra
per dare il suo aiuto alla sua terra


Gli avevano dato le mostrine e le stelle
e il consiglio di vender cara la pelle


Ma lei che lo amava aspettava il ritorno
d’un soldato vivo , d’un eroe morto che ne farà


Se accanto nel letto le è rimasta la gloria
d’una medaglia alla memoria

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